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"La speranza al di là della fine"


 "Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela"

Karol Wojtyla    

TRA GLI UOMINI, PER CAMBIARE LA STORIA
Sabato, 02 Aprile 2005 22:00:42

[FOTO Sabato, 02 Aprile 2005 22:00:42] CITTA’ DEL VATICANO – (Ansa.it) Il primo Papa del III millennio. Il primo Papa non italiano dopo 455 anni, e il primo polacco nella storia dei pontefici romani. Il primo successore di Pietro il cui operato sia stato seguito e conosciuto da miliardi di fedeli negli angoli più sperduti della terra. Le cui parole hanno saputo toccare anche i laici. Il Pontefice che ha voluto incontrare personalmente il maggior numero in assoluto di credenti, politici, religiosi e intellettuali nel mondo e nella storia, nonostante il tormento della malattia. Il primo che si è costantemente impegnato contro la guerra e prodigato a favore del dialogo tra le religioni. Colui che ha portato a termine un numero senza precedenti di viaggi apostolici, beatificazioni e santificazioni. Colui che ha reinterpretato il papato dandogli quella proiezione planetaria che non aveva mai avuto. Che è diventato portavoce dei diritti umani, difensore dei deboli nelle società opulente e capitaliste. Il Papa che ha avuto il coraggio di dire: “Non c'è più la Chiesa del silenzio, ora parla con la mia voce”. Il Papa che ha pronunciato un “Mea culpa” in San Pietro sui torti e gli errori dei cristiani. Tanto autenticamente mistico, quanto intuitivamente mediatico, Giovanni Paolo II, il Papa 'venuto da un paese lontano' eppure così immerso nella contemporaneità, in 26 anni di pontificato ha segnato la storia della Chiesa e del mondo.
Si è dunque concluso il papato dei record, tra i quali anche quello di essere uno dei più lunghi di sempre, a cavallo di due millenni: Giovanni Paolo II, che il 16 ottobre 2004 ha celebrato il 26/o anno dell'elezione al pontificato, è il terzo papa per durata nella storia bimillenaria della Chiesa. Più longevi di lui sono solo in due: al primo posto una figura particolare, San Pietro, il prescelto tra gli apostoli, che secondo quanto riporta la tradizione, rimase in carica, come successore di Cristo, per 34-37 anni. Arrivando però ad una storia più certa, il secondo pontificato più lungo è quello di Pio IX (31 anni, 7 mesi, 21 giorni, dal 1846 al 1878).
Giovanni Paolo II ha camminato nella storia, ha cambiato la storia del Mondo. Ha contribuito a cambiare l'epoca nella quale è vissuto: si può discutere sul quanto ha influito, non sul se. Wojtyla, nato il 18 maggio 1920, ha inoltre continuato a proporsi con aspetti nuovi, come dimostra il fatto di essere entrato nel 2004 tra i candidati al Nobel non per una sorta di riconoscimento alla carriera, come si usa dire per i premi cinematografici, ma per il ruolo guida che, proprio nell'anno del maggior declino fisico, ha assunto tra coloro, Stati e più ancora persone, che non credono nella guerra come mezzo per risolvere i problemi. Ed anche il non nascondere la decadenza fisica è un altro cambiamento del modo di essere Papa. Che prima di lui non erano malati, al massimo indisposti o raffreddati. Fino al giorno prima di morire.
L'impegno a tutto campo per evitare il conflitto iracheno ha infatti dominato il 2004 e il 2005 che per il Papa sono stati difficili, forse cruciali, con l'evidenziarsi, negli ultimi mesi, del peggioramento fisico. Quando nel pomeriggio del 16 ottobre del 1978, indossata per la prima volta la bianca veste papale, Giovanni Paolo II si affacciò su piazza San Pietro il mondo era diverso. Era diviso tra est ed ovest e c'era la paura della guerra atomica; era aspro il confronto tra ideologie e tra teorie economiche. All' interno della Chiesa si discuteva dei rapporti tra fede e scienza, con l'accusa alla Chiesa di non aver riabilitato Galileo; tra fede e cultura, con quest'ultima che rivendicava la sua autonomia; tra fede e politica, con l'allora crescente fenomeno dei catto-comunisti e dei teologi della liberazione. Continuavano anche la crisi delle vocazioni e gli ''abbandoni'' da parte di sacerdoti.
In 26 anni il mondo è cambiato. Molti di quei problemi non esistono più: alla trasformazione Giovanni Paolo II ha dato un contributo difficilmente quantificabile, ma certo significativo. Tanto che ci si è dimenticati che quando fu eletto era solo il papa polacco, perché col tempo, al di là delle polemiche che a volte hanno accompagnato i suoi interventi soprattutto in campo morale, è divenuto il papa della pace, dei diritti umani e della solidarietà, della dignità del lavoro, del rigore religioso, dei 'mea culpa' della Chiesa. Con queste armi, è stato una delle cause principali della caduta del Muro. E, anche solo per questo, è già nella storia.
Ed è anche il Papa che ha visitato più Paesi, più località italiane e più parrocchie romane: in tutto ha fatto 29 volte il giro del Mondo, più di tre volte la distanza tra la Terra e la Luna, percorrendo più di un milione di chilometri. È stato anche il primo Papa ad entrare in una sinagoga e in una chiesa protestante, a Roma, in una moschea, a Damasco, a porre piede nell'Inghilterra anglicana e nella Grecia ortodossa.
Papa viaggiatore, dunque. Da giovane era stato anche attore, operaio e scrittore: drammi, poesie e numerosi articoli su temi teologici e filosofici; da Papa ha scritto 14 encicliche e centinaia di documenti e discorsi. Certo non tutte di suo pugno, ma spesso riviste o scritte su suoi appunti. Una massa immensa nella quale è tuttavia possibile individuare alcuni temi centrali: la pace, il rispetto della dignità dell'uomo e del lavoro, la tutela della vita e del creato, la necessità di una nuova evangelizzazione.
Fautore di una linea di confronto duro con i regimi atei dell'Est, dopo la caduta del Muro, dirà che la sconfitta dell'ingiustizia del comunismo non indica la ''giustizia'' dell'economia di mercato. Ha infatti criticato il capitalismo puro, l'edonismo, la ricerca ad ogni costo dei beni materiali. Ad essi contrappone la dottrina sociale della Chiesa, la solidarietà ''interna ed internazionale''; è stato il primo a parlare di una rinegoziazione del debito estero dei Paesi del Terzo Mondo. Una linea apprezzata, così come le molte battaglie per i diritti civili e per la pace, segnata dalle giornate di Assisi, quando è riuscito a riunire su questo tema le religioni del mondo. Apprezzamento internazionale evidenziato dal fatto che, in 26 anni, i Paesi coi quali il Vaticano intrattiene rapporti diplomatici sono passati da 90 a oltre 170.
Quanto all'Europa, fin dal 1979 (primo viaggio in Polonia), il Papa si e' espresso contro la sua divisione. Erano ''frontiere contro natura'', contrapposte alle ''radici comuni'' date dal cristianesimo. Ora chiede che esse siano riconosciute nella futura Costituzione, perché solo cosi' l'Europa ''avrà un'anima'' e sarà una costruzione duratura e capace di ritrovare il suo destino di motore culturale di un mondo che la globalizzazione non ha reso più giusto.
Uomo rigoroso, fautore di un ''umanesimo integrale'', nemico di ogni lassismo morale. Proprio il rigore morale che l'ha portato a rilanciare la dottrina tradizionale in campi come il divorzio e le questioni sessuali è la causa delle maggiori critiche. Delle quali si cura abbastanza poco. Ciò che conta, per lui, è il rispetto della verità, solo seguendo la quale, dice, si può essere veramente liberi. ''La verità vi farà liberi'': è questa, ha spiegato una volta, la sua frase preferita del Vangelo.

 

[ Volantino della GMG 2005 ]

 

BIBLIOGRAFIA SU GIOVANNI PAOLO II

[Messaggio del Santo Padre ai ragazzi dell'ACR]

[!!!messaggio natalizio che 24 ragazzi
dell'ACR  di tutta Italia hanno rivolto al Santo Padre!!!
]

[ACR NEWS]

 

 

[Tutta un'altra Musica]


26/09/2005 Santa Messa del mandato


 

Nella sezione dedicata è pubblicata la lettera dei Vescovi Italiani all'Azione Cattolica e documenti d'interesse per gli educatori